Moncler, Moncler e ancora Moncler. E per chi non l’avesse capito, Moncler: una sola parola che dice molto, alla luce dell’incredibile IPO intrapresa dalla società produttrice di piumini che più fa tendenza in borsa. Un’altra impresa facente parte della categoria ‘lusso’, insomma, è entrata nella grande rete delle società prestigiose quotate sulla piazza, che ha in tal modo accresciuto non solo la fama del proprio brand, ma anche la nomea di un settore, quello del lusso appunto, che durante tutti gli anni successivi al 2010, ha tenuto bene nonostante la criticità sui mercati. Dopo l’alta sartoria di Ferragamo ed il cashmere firmato Bruno Cucinelli, i 2,55 miliardi di capitalizzazione di Moncler hanno preso piede sul mercato, per un’azione che, lanciata ad un prezzo di 10,2 euro (offerta massima dell’iniziale forbice di prezzo), è volata nell’arco di una sola seduta a 14,97, per poi stabilizzarsi nel corso delle settimane in un intorno prossimo ai 15 euro.

Innovazione e profitti

Una società, Moncler, che ha trovato la sua gloria nell’operato di Remo Ruffini che, dopo averla salvata da una possibile bancarotta, ne ha poi rinvigorito le basi e le finanze, fino a portarla all’attuale splendore. Giubbotti, capi invernali e una stagionalità di vendite connesse soprattutto ai mesi freddi. Se una titubanza poteva essere mossa dal mercato nei confronti della grande firma italiana, questa era certamente la fortissima connessione dell’impresa al cambio di clima: con un ciclo di profitti particolarmente florido nei trimestri autunnale ed invernale (rispettivamente con percentuali prossime al 36 e 32 per cento del totale ricavi), il rischio era quello che, andando le vendite a calare in primavera ed estate (con circa un 22% sul primo trimestre ed un 10% sul secondo), anche la quotazione potesse risentirne. Una paura che fa sorridere, data l’evidenza di una richiesta di acquisto pervenuta in quantità massiccia anche da zone in cui l’inverno non sanno cosa sia, e che, proprio per la fama di un marchio dinamico che si allarga dall’Ungheria fino alla Cina, ha spinto i vertici di Moncler a considerare l’idea di allargare la propria gamma dei prodotti, con un’offerta specifica pensata per il mondo ‘marinaro’ di vela e yacht.

Lusso, qualità e spirito d’intraprendenza: chi parla di Moncler, parla di innovazione.