La tecnologia è dalla sua parte, le previsioni per una tenuta del medesimo comparto sono buone e le potenzialità di crescita, STMicroelectronis, le possiede di certo: manca solo un po’ di fiducia. Una fiducia che non sembrano nutrire le grandi banche d’investimento che, a partire da Deutsche Bank e Barclays, hanno cambiato il proprio giudizio operativo, da hold a sell la prima, da underweight a equal la seconda, rivedendo a ribasso le previsioni sugli anni 2013-2016. La stima di una crescita media dei ricavi che si sarebbe dovuta attestare al 7% in tre anni (ritenuta invece più plausibile su una percentuale pari al 4%), è parsa infatti troppo al di sopra delle effettive potenzialità della società, che già dalla metà dello scorso anno aveva perso consensi.

Previsioni di Budget troppo positive

Le cause principali per le quali, a detta della banca tedesca, il consensus sul budget e sulle previsioni future sarebbe stato sovrastimato, è stato il non considerare come fattore rilevante il crescente aumento della concorrenza esterna e dei nuovi competitors, che potrebbero portar via una fetta di profitti alla società di semiconduttori (la cui stima sul margine operativo lordo per il 2014 è passata dal 5 al 3%).
In una realtà in cui il mondo della tecnologia occupa una delle prime posizioni sia nel mercato commerciale, sia nel mercato borsistico, l’attrattività di un settore in tendenza spinge un numero sempre maggiore di case di produzione a rivolgersi a quel tipo di comparto che, nel caso di STM, va dalla progettazione e realizzazione di componenti elettronici per cellulari, tablet alle connessioni senza fili ed alla rete wirless.
Il mercato è già attivo e, in attesa dell’uscita dei dati del quarto trimestre 2014 (attesi il 27 gennaio), sembra aver dato ascolto ai grandi istituti della finanza.