APRILE SORRIDE ALLA BORSA ASIATICA

Avvio di settimana positivo per la Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che ha chiuso in rialzo dell’1,17% a 19.480 punti.
In attesa della riunione della Bce di giovedì 22 gennaio sul quantitative easing e del voto greco di domenica 25, i listini europei sono rimasti cauti, con rialzi marginali. Read the rest of this entry »

MONCLER CONSOLIDA IL RIALZO

Enel sta consolidando il rialzo partito ad agosto dai minimi a 3,72 al di sotto della linea che scende dal picco di giugno, in transito a circa 4,20/4,25, una resistenza più volte messa sotto assedio nel mese di settembre. Il titolo sta probabilmente accumulando il propellente per riuscire a superare questo ostacolo e riattivare l’uptrend in direzione di obiettivi a 4,488 e 4,85 euro (rispettivamente top di quest’anno e massimo del 2011).

CALMA PIATTA SULL’ORO

In vista della pubblicazione dell’ultimo annuncio di politica monetaria della Federal Reserve USA atteso per le 2:00 del pomeriggio (orario ET), la maggior parte dei mercati di commodity e valuta estera si attestano pressoché invariati. Read the rest of this entry »

ALTA TENSIONE SUI MERCATI AZIONARI

L’analisi intermarket lascia pochi dubbi. I mercati finanziari hanno accesso la spia del “risk off” (ossia hanno abbandonato gli asset più rischiosi per rifugiarsi in quella meno pericolosi.) con molti campanelli d’allarme che sono suonati quasi in contemporanea. Read the rest of this entry »

Dagli Usa al Giappone: i timori di Zampieri sul debito mondiale

Si diffondono sempre più i timori di una serie di bolle che stanno invadendo i mercati con Usa e Cina, oltre che Europa e Giappone, sempre più impegnate nella ricerca spasmodica di strategie per tenere a bada le numerose bolle che loro stessi hanno aiutato a creare con le politiche di sostegno all’economia. Un paradosso? No, se si pensa che dopo il tracollo di Lehamn e soprattutto l’esplosione della bolla dei subprime, poco o nulla è cambiato. A sottolinearlo anche Fabrizio Zampieri economista di Eurocom Investments di Dubai. La sua view, esposta in una lunga e interessante video intervista, parte dalla constatazione che il debito pubblico mondiale ammonta a quasi 51mila miliardi miliardi di dollari, per la precisione 50 mila e 862 miliardi e 710 milioni di dollari. Read the rest of this entry »

Stockpair, un broker raccomandato a tutti gli appassionati di trading

Una piattaforma facile da usare ed innovativa

Una piattaforma facile da usare e al contempo ricca di aspetti innovativi ed assolutamente interessanti. Stockpair, nato nel 2010, è un broker che nel giro di poco tempo ha saputo distinguersi dai colleghi per la sua estrema professionalità e la sua competenza nel settore del trading online. La piattaforma, raggiungibile all’indirizzo www.stockpairitalia.it, mette a disposizione dei trader ben 100 asset diversi su cui operare e 8 mercati differenti. Cosa chiedere di più? Non solo, Stockpair, inoltre, offre la possibilità di fare trading con le opzioni stop loss/ take profit e il cash back. Read the rest of this entry »

Distribuzione o accumulazione? Meglio pochi…ma subito

Psicologia o effettiva convenienza? Il tema della distribuzione del dividendo o dell’accumulazione in ambito di gestione dei proventi da ETF occupa da sempre posizione di spicco. Quale delle due alternative è più conveniente scegliere? Quale dei due metodi utilizzati risulta più profittevole sul lungo termine? Dare una risposta a tale interrogativo non è poi così difficile, sebbene i dati rilevati sul mercato parlino chiaro e all’opposto rispetto a ciò che logica vorrebbe: gli investitori preferiscono la distribuzione all’accumulazione, nonostante la seconda renda effettivamente più della prima. Chi non è d’accordo, agisca ora o taccia per sempre. Read the rest of this entry »

La paura fa…ETF, specie in Italia!

Paura, aleatorietà, incertezza e rischio: sono solo alcune delle espressioni che delineano l’attitudine della piazza finanziaria europea ed italica nel corso degli ultimi anni. Read the rest of this entry »

La fortuna dei conti di deposito

Si sa: l’italiano, per sua natura, è un essere dubitante e, in quanto tale, avverso al rischio. La predilezione per forme di risparmio che assicurino un minimo rendimento a fronte di una bassissima rischiosità, caratterizzano da sempre la stragrande maggioranza dei portafogli italici investiti, ‘diversificati’, se così si può dire, esclusivamente dalla diversa scadenza delle somme immobilizzate (prevalentemente buoni fruttiferi postali e del Tesoro). Con l’arrivo dei conti di deposito e la crescente necessità degli istituti bancari di reperire liquidità, la preferenza dei risparmiatori, prima bipartita tra Posta e Stato, ha aperto le porte al nuovo strumento che, dallo scorso anno, sta avendo la meglio sui primi due.

Il deposito batte lo Stato

Con l’assottigliarsi del rischio Paese ed un primo segnale di ripresa economica, anche i rendimenti sui titoli garantiti dal Tesoro sono andati via via riducendosi, assistendo al sorpasso degli strumenti di risparmio bancari, più proficui in tempi minori (con un differenziale sulle cifre immobilizzate a due anni di circa l’1,60%).
Bassa rischiosità e, a parità di condizioni, rendimenti superiori, con un solo appunto: una maggiore difficoltà nello smobilizzo delle somme. Se infatti buoni del Tesoro e titoli statali godono di un mercato di scambio dinamico e vivo, in cui la compravendita di BOT e BTP asseconda le mutevoli preferenze degli investitori, i conti di deposito, immobilizzando somme non standardizzate e di ammontare non fisso, in caso di necessità potrebbero necessitare, per il rilascio del capitale, tempi più lunghi e oneri aggiuntivi, a discrezione delle disponibilità della banca.
Forse, quindi, è augurabile che in un futuro ci si rivolga sempre di più agli strumenti bancari, per ottenere profitti maggiori e lasciare che il rendimento sui titoli di Stato (ovvero che l’ammontare del debito del Paese) cali con il passare del tempo.
 

I derivati di Mps divisi tra Giappone, Germania e fraintendimenti

Dov’era finito il caso Alexandria? Dove s’era nascosto il caso Santorini? A dir la verità sono sempre stati lì, mentre l’unica cosa ad essere mancata è stata l’analisi mirata, fatta per tempo, della stipulazione ed della comprensione dello scandalo che ha investito le piazze finanziarie lo scorso anno. Read the rest of this entry »